La Formula (Matematica) della Felicità

Formula felicità emoticonsE’ ufficiale. E’ stata scoperta la formula della felicità. O meglio, sembra che la felicità può essere predetta attraverso una formula matematica. Almeno questo è il risultato di uno studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS e condotto da un gruppo di ricercatori dell’University College of London (UCL).

La formula elaborata dai ricercatori risultata la seguente:

Formula felicità

che, per i non addetti ai lavori (me compreso), risulta alquanto ostica da interpretare. Fortunatamente gli autori spiegano che l’equazione considera tre grandi variabili: aspettative, riconoscimenti attuali e risultati passati

Per arrivare a questa formula i ricercatori hanno chiesto a 26 persone di eseguire un compito al computer, composto da una serie di prove, durante il quale essi potevano vincere o perdere dei soldi ad ogni prova. Ogni 2-3 prove ai partecipanti veniva chiesto quanto si sentissero felici in una scala da 0 a 100.

I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti erano più felici quando avevano performance migliori rispetto alle loro aspettative in questo compito. Quindi, basandosi sui risultati ottenuti e sui dati ricavati dalla risonanza magnetica funzionale (che permette di “scansionare” il cervello) i ricercatori hanno ideato la formula della felicità.

Ma funziona veramente? Per rispondere a questa domanda i ricercatori stessi hanno condotto un altro esperimento, nel quale sono 18400 persone hanno eseguito una versione “da smartphone” dello stesso compito contenuta all’interno dell’applicazione gratuita The Great Brain Experiment. I risultati hanno mostrano come la formula fosse effettivamente valida nel predire la felicità dei partecipanti.

Il principio di questa formula è che la nostra felicità dipenderebbe da questi tre elementi: circostanze attuali, situazioni passate e, soprattutto, aspettative (le quali sono basate sia sulle esperienze passate che sulle informazioni che abbiamo sul futuro).

Facciamo un esempio “estivo” per spiegare questa formula: se decidiamo di andare nel residence “Il Canto delle Cicali Danzanti” (nota: nome puramente inventato!!!) per le nostra vacanze attese da mesi ed il posto ci è sia stato vivamente consigliato e ci abbiamo investito tanti soldi, le nostre aspettative saranno probabilmente elevate. Secondo questa formula, se il posto non è perfetto la nostra “felicità” sarà contenuta. Ma se andiamo nella pensione stra-economica “Da Ginetto e Maria”, magari prenotando pure all’ultimo minuto, le nostre pretese (e aspettative) saranno veramente basse. Secondo i ricercatori UCL, in questo caso basterà un hotel pulito e abbastanza silenzioso per farci sentire veramente contenti.

Secondo i ricercatori, lo studio rileva inoltre che il nostro immediato senso di felicità dipende da quanto è grande la distanza tra ciò che vogliamo ottenere e quello che effettivamente ci aspettiamo. E conferma come la nostra felicità sia spesso dipendente dai confronti a cui guardiamo (dagli stipendi dei colleghi all’auto del vicino e così via) che creano aspettative implicite.

Quindi, quando ci sentiamo poco felici, fermiamoci un attimo a ragionare se davvero la situazione è così buia o se invece non siamo le nostre aspettative ad essere esagerate e poco realistiche. Se invece ci sentiamo bene e felici, beh, io lascerei da parte qualsiasi domanda e mi godrei appieno questa sensazione…

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