Controllare la realtà e gli eventi negativi: fino a che punto ne abbiamo il potere?

Qual è il rapporto che esiste tra qualità della vita e capacità di esercitare un controllo sulle dinamiche della realtà e sugli eventi?

Per rispondere a questa domanda faccio riferimento ad un volume scritto da Bessel Van der Kolk, “Il corpo accusa il colpo:  mente, corpo e cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche”, dove l’autore, specializzato nella ricerca e nel trattamento clinico dello stress traumatico, affronta l’analisi delle conseguenze che un trauma può avere su una persona, fornendo spiegazioni chiare e dati certi sul tema sull’impatto che gli eventi di natura traumatica esercitano su chi ne è colpito e sulla qualità della sua vita. Van der Kolk si occupa in particolare del caso specifico di bambini che sono stati testimoni del tragico evento della caduta delle Torri Gemelle: il ricercatore osserva che non tutti i bambini hanno riportato, sul proprio corpo e nella propria mente, i segni del trauma. Come mai?

La ragione di ciò si deve rintracciare nella capacità di questi bambini di esercitare una qualche azione di controllo sull’evento, grazie alla quale essi sono riusciti a ridurre il livello di stress percepito a livello mentale e fisico. Spesso si tratta di un “controllo” che non agisce sulla realtà effettiva delle cose, ma che appartiene piuttosto al livello astratto delle idee e dei pensieri. 

L’immaginazione, dunque, rappresenta uno strumento essenziale ogniqualvolta, nella nostra vita quotidiana, anche lavorativa, ci accade qualcosa che genera stress.

Se imparassimo a soffermarci un attimo, con la nostra mente, sulle “modifiche” migliorative che potremmo apportare all’evento negativo che ci causa turbamento e cominciassimo ad assumere un comportamento tutt’altro che passivo e vittimistico rispetto alla realtà circostante, ci accorgeremmo di quanto il nostro livello di stress diminuisce e, nel contempo, svilupperemmo la capacità di aprire la mente verso idee e azioni che concretamente potremmo realizzare. La conseguenza? Un miglioramento del benessere e della felicità sul lavoro e nella vita quotidiana.

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