Il Massaggio Tantrico

maithunaL’esperienza di un massaggio tantrico è al tempo stesso stimolante per il corpo, per le emozioni e per la mente. Innanzitutto vorrei descrivere cosa intendo per massaggio tantrico. Si tratta di una pratica che coinvolge tutto il corpo nella presenza della consapevolezza. Chi è massaggiato è completamente nudo e ogni parte del suo corpo viene sfiorata, accarezzata, massaggiata, stimolata. Anche il sesso e il seno. Ma ciò che lo contraddistingue da un massaggio sessuale (magari con happy ending) è il fatto che le zone erogene non sono stimolate di più di altre parti.

Ai genitali e ai seni viene data la stessa importanza di un ginocchio, di una spalla, della pancia, della cassa toracica; il collo non è più o meno importante delle labbra della vagina e i capezzoli non sono più o meno importanti della rotula del ginocchio o del polpaccio. Ogni parte del corpo viene coccolata nella sua essenza speciale ed in questo si trova buona parte della magia di questa esperienza: se ci pensiamo, la zona genitale viene toccata e coccolata esclusivamente per l’igiene personale e quando ci si appresta a fare sesso. Perciò ci sono zone del nostro corpo che non conoscono un contatto ‘disinteressato’. Continua a leggere

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Quattro Prospettive Per Leggere i Sintomi Ansiosi

ansia2L’importante lavoro della scuola di Palo Alto ha evidenziato chiaramente il ruolo delle tentate soluzioni nella generazione dei problemi di ansia e di panico. Le tentate soluzioni sono sostanzialmente i tentativi che una persona fa per alleviare i propri sintomi di ansia; tali tentativi però, anziché risolvere il problema, tendono ad amplificarne l’effetto nel tempo. Un esempio su tutti: sottrarsi a situazioni potenzialmente ‘ansiogene’ ci porta nel tempo ad evitarne sempre di più… e nel momento in cui ci dovessimo trovare per forza in quella situazione (guidare in autostrada, parlare in pubblico, incontrare persone ad una festa, ecc…), il livello d’ansia sarà decisamente aumentato. L’evitamento rassicura sul momento, ma nel medio-lungo termine ci indebolisce, facendoci sentire non più in grado di gestire situazioni ordinarie. Ed è ancora più interessante osservare che bloccando tali tentate soluzioni, per semplice esposizione, i nostri problemi di ansia o di panico tendono a ridursi fino a scomparire del tutto in un numero elevato di casi. Ciò ci dice che indipendentemente dal motivo per cui è nato il problema d’ansia, o meglio, per cui si sono manifestati i primi sintomi, è proprio ciò che noi facciamo per gestire il problema ad alimentarlo nel tempo. Ed è per questo che spesso un approccio puramente introspettivo, cioè che scava nell’animo per individuare dei significati e delle cause, non porta a delle soluzioni effettive.

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L’Ansia: Il Fuoco che Si Autoalimenta

AnsiaIl cuore inizia a battere forte, il respiro viene a mancare, le mani tremano, i pensieri si fanno confusi… stiamo sperimentando una crisi d’ansia. L’ansia è un fenomeno complesso, sfaccettato, caratterizzato sia da sintomi fisici (come tachicardia, irrequietezza motoria, nausea, sudore, vertigini) che da sintomi psicologici (ad esempio confusione, paura, pensieri ossessivi, ruminazioni). L’ansia può comparire di fronte a stimoli precisi, come animali (es. serpenti, ragni), sangue (o infezioni), ambienti particolari (luoghi chiusi o troppo elevati), in situazioni sociali (come cene, concerti), oppure senza un apparente motivo (come nel caso degli attacchi di panico o dell’ansia generalizzata). Secondo Joseph LeDoux, neuroscienziato e autore  del celebre libro “Il Cervello Emotivo”, l’ansia è un’emozione che si è evoluta dalla paura. Infatti mentre la paura è un’emozione di base che ci permette di metterci in guardia e prepararci ad affrontare una serie di pericoli reali, l’ansia è una emozione più complessa legata a minacce meno definite e, soprattutto, che si sposta dal qui ed ora della paura a un futuro più o meno definito. continua a leggere…

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Kaizen: il Cambiamento Continuo

kaizenOggi vi vorrei parlare di una meravigliosa parola giapponese. Kaizen. Viene da Kai, cambiamento, e Zen: buono. Significa cambiamento continuo. Kaizen è l’idea che piccoli , quasi impercettibili, cambiamenti ci permettano passo dopo passo di raggiungere un grande cambiamento o un grande obiettivo.

Facciamo un esempio pratico, usando il tempo. Vogliamo prendere l’abitudine di svegliarci al mattino un’ora prima del nostro solito orario. Possiamo decidere di mettere la nostra sveglia un’ora prima e via. La mattina dopo ci sveglieremo al nuovo orario desiderato, ma sentiremo probabilmente un po’ intontiti, di peggior umore, più stanchi. E questo malessere potrebbe durare anche 2-3 settimane (riuscendo a mantenere questo orario anche il weekend), prima che il nuovo ritmo diventi un’abitudine consolidata. Ma invece di cambiare i nostri orari dalla sera alla mattina, potremmo usare un’altra tecnica. Per esempio, si potrebbe decidere di mettere la sveglia 3 minuti prima ogni giorno, per 20 giorni. Questi pochi minuti sono nulla per il nostro corpo, che non si accorgerebbe neanche del cambiamento rispetto al giorno prima. Dopo 5 giorni avremmo fatto già 15 minuti di meno. Magari un pizzico di stanchezza in più si sentirà, ma nulla in confronto al possibile, drastico cambiamento di 1 ora. In 20 giorni avremo raggiunto il nostro orario desiderato, ma attraverso un cambiamento lento, dolce, quasi impercettibile. In poche settimane, senza ulteriori cambi o sacrifici, il nostro nuovo ritmo sarà diventato un’abitudine.

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Vogliamo Dormire Meglio? Rinunciamo a Tablet e Smartphone Prima di Andare a Letto

A woman uses an iPad tablet in bedChissà se stai leggendo questo articolo dal tuo Tablet, mentre sei sdraiato sul tuo letto, pronto ad andare a dormire. Perché se fosse così, la notizia che sto per darti non ti farà troppo piacere. Leggere su dispositivi tecnologici prima di andare a dormire disturba la qualità del sonno ed altera i nostri ritmi circadiani. Questo è il risultato di un recente studio realizzato a Boston, nel quale i partecipanti trascorrevano diverse notti dormendo in laboratorio. Per le prime 5 notti, prima di mettersi a letto partecipanti trascorrevano del tempo leggendo un libro su un iPad, mentre in successive 5 notti leggevano un libro cartaceo. I ricercatori misuravano la sonnolenza dei partecipanti alla sera ed al mattino, mentre ogni ora veniva raccolto un campione di sangue per misurare i livelli della melatonina, un ormone che serve a regolare i ritmi veglia-sonno.

I risultati sono stati sorprendenti, mostrando come i partecipanti che avevano trascorso la serata leggendo dall’iPad avevano dei livelli melatonina soppressi alla sera e ritardati di ben 90 minuti al mattino. Questo dato era associato ad una minore sonnolenza serale, una maggiore difficoltà ad addormentarsi, un sonno più disturbato ed una maggiore sonnolenza il mattino seguente rispetto a chi leggeva il buon vecchio libro cartaceo.

Ma quale sarebbe la causa di tutti questi problemi? continua a leggere…

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L’Auto-Accettazione e le Altre 9 Buone Abitudini per Star Bene Tutti i Giorni

Great Dream felicitàLa felicità non è solo un sentimento; è qualcosa che possiamo mettere in pratica ogni giorno. Ma ci sono persone che sembrano essere più brave a praticare “abitudini felici” rispetto ad altri. In quest’ottica, qualche mese fa un’organizzazione no-profit inglese, chiamata Action for Happiness, ha realizzato un sondaggio su abitudini quotidiane e felicità. L’indagine ha chiesto a 5000 persone quanto spesso mettessero in atto (in una scala da 1 a 10) una serie di comportamenti che recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato essere fondamentali per raggiungere la felicità. Il sondaggio ha confermato come tutte queste abitudini fossero strettamente legate alla propria soddisfazione di vita, con l’auto-accettazione che è risultata essere l’abitudine che predice maggiormente la nostra felicità e soddisfazione. Più riusciamo ad accettarci per quello che siamo, più siamo felici. Semplice e lineare. Peccato che lo stesso sondaggio ha messo in luce, come potete vedere nella lista qua sotto, che l’accettare se stessi sia un abitudine scarsamente praticata.

Qui potete vedere la lista delle abitudini prese in esame, ordinate da quella più frequentemente messa in atto (Dare, 7.42 su 10) a quella meno applicata (Accettarsi, 5.56 su 10): continua a leggere…

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Come Affrontare la Compulsione da Cellulare

smartphone-maniaAvete notato che ci sono persone che riescono senza alcuna difficoltà ad ignorare e addirittura dimenticarsi del proprio telefonino? No? Effettivamente sono poche. Infatti la maggior parte di noi prova una spinta inarrestabile a controllare compulsivamente il proprio telefonino ogni pochi minuti (o secondi), a prescindere dal tipo di attività o conversazione che si sta svolgendo attorno a o con noi. Addirittura la prima cosa che molti di noi fanno al mattino o se ci svegliamo nel mezzo della notte, è controllare se qualche notifica (che sia mail, chiamate, messaggi, WhatsApp, Facebook, ecc… non importa) è arrivata nel proprio cellulare. Perchè ogni notifica è importante…

Alcuni ricercatori pensano che questa compulsione sia legata al fatto che ogni volta che riceviamo una notifica viene stimolato il circuito del piacere e della ricompensa, trasformandoci in “dipendenti” da cellulare, facendoci aspettare con ansia ogni forma di comunicazione proveniente dal mondo digitale. Altri pensano che questa compulsione sia legata all’idea narcisista dell’essere essenziali ed indispensabili, e quindi di rischiare di perdere qualcosa di importante, che non può aspettare e a cui dobbiamo subito dare risposta.

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12 Buoni Propositi per l’Anno che Verrà

2015 resolutionsLe buone abitudini fanno la differenza”  Aristotele

Mentre gli ultimi istanti del 2014 scorrono verso il 2015, molti di noi si ritrovano a fare i conti con questi 12 mesi appena trascorsi. E come ogni anno, ci si ritrova a guardarsi indietro e fare un bilancio di quello che è stato, di ciò che abbiamo fatto e realizzato, di ripensare ai successi, ai rimpianti, alle difficoltà. Questa valutazione può diventare la base per pianificare il nostro domani, per decidere cosa provare a cambiare e modificare, siano essi obiettivi, abitudini o modi di pensare. In questa ottica, qui sotto vi propongo una serie di propositi per il nuovo anno che potranno migliorare il nostro benessere e la nostra qualità di vita.

  1. Facciamo attività fisica. La maggior parte di noi riconosce i benefici dell’esercizio fisico: corpi sani, mente sana e una generale sensazione di salute. Ma non solo. L’attività fisica ci fa sentire più felici e aumenta la nostra autostima. E sembra che bastino solo due settimane di regolare attività fisica per farci già sentire bene.
  2. Spegniamo la televisione. La televisione ha un impatto negativo su di noi. Al di là di ogni intenzione moralistica, studi scientifici hanno evidenziato come guardare molto la televisione semplifichi la nostra visione del mondo, aumenta la nostra propensione al mero consumismo, riduce il nostro benessere e rende la nostra vita meno soddisfacente. Questo non vuol dire gettare la TV in un cassonetto, ma ridurne l’utilizzo.
  3. Usciamo di casa. Il semplice trascorrere del tempo all’aria aperta, meglio ancora se in un parco o in campagna, contribuisce ad aumentare la nostra energia, a ridurre la sensazione di stanchezza, a rivitalizzarci creando un generale senso di benessere. Ma anche se non abbiamo un bosco a portata di passo, anche una semplice passeggiata quotidiana nel nostro vicinato può avere degli effetti benefici. continua a leggere…
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La Formula (Matematica) della Felicità

Formula felicità emoticonsE’ ufficiale. E’ stata scoperta la formula della felicità. O meglio, sembra che la felicità può essere predetta attraverso una formula matematica. Almeno questo è il risultato di uno studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS e condotto da un gruppo di ricercatori dell’University College of London (UCL).

La formula elaborata dai ricercatori risultata la seguente:

Formula felicità

che, per i non addetti ai lavori (me compreso), risulta alquanto ostica da interpretare. Fortunatamente gli autori spiegano che l’equazione considera tre grandi variabili: aspettative, riconoscimenti attuali e risultati passaticontinua a leggere…

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Noia e Creatività

noia smartphoneLa noia è una cosa brutta. Fastidiosa. Odiosa. Di solito le persone non amano annoiarsi, e fanno di tutto per evitarlo. Ma ora, tra smartphones, videogiochi portatili, social network, “amici” digitali a disposizione in ogni istante (non importa in quale parte del mondo esse siano), è relativamente facile “combattere” la noia.

Ma siamo sicuri che in questo modo non “perdiamo” nulla? Che la noia non abbia alcuna “funzione” pratica? Pensiamoci un attimo: quando ci ritroviamo soli, senza nessuno attorno, magari in attesa alle poste, aspettando un treno od un autobus, o sul divano aspettando che arrivi l’ora del telegiornale, quanti di noi si lasciano andare a quel (dolce) non far niente, dove i pensieri iniziano a scorrere confusi e senza meta? Ed invece quanti si lanciano subito sul cellulare, controllando messaggi/email/Facebook, oppure iniziando ad inviare SMS o chiamare amici, conoscenti, scrivendo commenti su articoli trovati online o sull’ultima notizia del calciomercato?

Ma in nell’ultimo caso quello che facciamo è “sopprimere” i nostri pensieri spontanei, impedendo il naturale vagabondare della nostra mente, la quale viene invece costantemente riempita dal bombardamento di un flusso costante, e principalmente unidirezionale, di informazioni esterne. continua a leggere…

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